La Guardia di Finanza abborda e scorta a Palermo una nave carica di 20 tonnellate di hashish, per un valore di mercato fino a 200 milioni di euro. I dettagli.
A Palermo sono stati dirottati tra i 300 e i 400 miliardi di lire, tra 150 e 200 milioni di euro. Non si tratta di finanziamenti ma di droga. Nel porto della città capitale della Cultura 2018 è approdata una nave olandese, la Remus, battente bandiera del Panama. La Guardia di Finanza, capitanata dal colonnello Francesco Mazzotta, l’ha ispezionata. E nei locali dove sono custodite le scorte di carburante ha scoperto oltre 20 tonnellate di hashish. Si tratta di 20.140 chili, sommersi dalla nafta e divisi in 650 sacchi di iuta. E su ciascun sacco è stata indicata anche la qualità e il tipo di droga, per ampliare il raggio di scelta e di mercato. Sono stati sequestrati anche 400mila litri di gasolio. E 11 persone, i componenti dell’equipaggio, stranieri, tutti del Montenegro, sono stati arrestati, sono reclusi in carcere, e risponderanno ai magistrati di traffico internazionale di droga. A bordo hanno lavorato anche i Vigili del fuoco per svuotare i locali dove sono state contenute le riserve di nafta. Controlli e accertamenti si sono protratti sei giorni, e sono ancora in corso, e si indaga soprattutto alla ricerca del dove sarebbe stata destinata la droga. La nave Remus ufficialmente si occupa di soccorso alle navi che hanno bisogno di rifornimento in mare. E’ lunga 47 metri. La Remus ha viaggiato dalla Spagna, da Las Palmas, poi un breve ancoraggio ad Augusta in Sicilia, e poi il timone è stato orientato verso Palermo. La destinazione finale sarebbe stata Tuzla, in Turchia. La nave è stata bloccata a Palermo la sera del primo agosto, e sono intervenuti pattugliatori ed elicotteri. Il tutto è stato coordinato dalla Procura della Repubblica di Palermo. Durante la rotta la nave Remus ha spento più volte il proprio trasmettitore Ais, ossia il sistema di identificazione automatica, verosimilmente per occultare la posizione e i movimenti. E ciò ha alimentato l’ipotesi che la nave fosse coinvolta nel traffico internazionale di stupefacenti. L’abbordaggio è stato organizzato in acque internazionali e il comportamento dell’equipaggio si è rivelato sospetto perché nessuno ha saputo spiegare quali fossero le attività condotte in mare e la rotta seguita. La Remus è stata così scortata al porto di Palermo. Gli arresti sono stati già convalidati dal Tribunale.