I giudici della seconda sezione della Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Fabio Marino, hanno confermato la sentenza emessa il 12 luglio del 2018, quando il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli, ha condannato ad 1 anno di reclusione ciascuno il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, 63 anni, ed il funzionario, Gaspare Triassi, 54 anni, responsabile del servizio strade comunali, imputati di omicidio colposo a seguito della mancata riparazione, o di un’adeguata segnalazione, di una profonda buca stradale in via Cavaleri Magazzeni, ad Agrigento, tra San Leone e Cannatello, che intorno alle ore 18 del 30 dicembre 2013 ha provocato un incidente stradale e la morte di Chiara La Mendola, 24 anni di età. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il giudice Miceli tra l’altro scrisse: “Al di là della fin troppo dichiarata mancanza di fondi, il Comune di Agrigento disponeva comunque di quelli necessari, oltre che del personale, della struttura e dei mezzi, per compiere quanto meno i piccoli lavori di manutenzione ordinaria, quali la copertura di una buca sull’asfalto o quanto meno anche solo, appunto, per segnalare l’insidia agli utenti della strada”.
E da Marco La Mendola, fratello di Chiara La Mendola, riceviamo e pubblichiamo:
“Anche su incarico dei miei genitori, Calogero La Mendola e Maddalena Gelmini, in esito alle conclusioni del processo d’appello, ritengo che la conclusione secondo giustizia e verità del processo a carico dei responsabili dell’incidente, in cui ha perso la vita mia sorella Chiara, è frutto dell’enorme lavoro, persino nella notte di domenica 18 aprile 2021, dello Studio Legale Arnone e Principato.
L’opinione pubblica deve sapere il capolavoro realizzato dai nostri difensori portando a testimoniare il dottor Giuseppe Valenti, la cui testimonianza è stata determinante, perché ha potuto descrivere i momenti nei quali la povera Chiara prima perdeva il controllo del motorino e quindi veniva sbalzata a terra.
E grazie sia al senso dell’onestà del dottor Giuseppe Valenti, sia grazie all’opera dei miei avvocati, Valenti è venuto a testimoniare malgrado avesse subito un ingiusto processo, nel quale è stato assolto dall’accusa di avere provocato la morte di mia sorella. Gli avvocati Arnone e Principato non si sono tirati indietro neanche dopo l’ingiusta e sbagliata esclusione della nostra costituzione di parte civile. Con grande tenacia ieri mattina, prima che la Corte d’Appello entrasse in Camera di Consiglio, i miei avvocati hanno prodotto la sentenza di assoluzione di Giuseppe Valenti divenuta nel frattempo irrevocabile. Sentenza che ha confermato l’assoluta correttezza dell’operato del nostro consulente tecnico, ingegner Angelo Infantino, scelto dai miei avvocati fin dal giorno dopo la morte di Chiara per comprovare le dinamiche dell’incidente. E nel ringraziare l’ingegner Angelo Infantino mi corre l’obbligo di ricordare che il 01 gennaio 2014 l’avvocato Arnone, l’ingegner Infantino ed io abbiamo effettuato le prove tecniche sulla buca prima che venisse eliminata dal Comune, con l’avvocato Arnone che col suo motociclo percorreva la buca, ed io effettuavo le riprese sia della buca sia di quelle prove in moto alla presenza dell’ingegner Infantino. Il giorno dopo si sono tenuti i funerali di Chiara”.