Tanto clamore e poi nulla: esito negativo al riscontro della presunta presenza di Matteo Messina Denaro in un ospedale a Messina. E non sarebbe stata la prima volta.
Messina nella cartina geografica di Cosa Nostra siciliana è indicata come la provincia “babba”. E tuttavia, quando latitanti eccellenti, come Matteo Messina Denaro, sarebbero stati bisognosi di cure mediche, avrebbero scelto Messina per curarsi. Ad esempio, l’ex killer del clan palermitano di Brancaccio, Gaspare Spatuzza, poi collaboratore della Giustizia e testimone determinante nella scoperta del depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio, al processo “Borsellino quater” ha raccontato che Matteo Messina Denaro, affetto da grave miopia, si sarebbe sottoposto ad un intervento agli occhi in un ospedale di Messina, scortato dagli affiliati al clan di Brancaccio.Ebbene, a fronte di tutto ciò ecco perché, forse, appena si è diffusa la notizia di un paziente originario di Castelvetrano in un ospedale di Messina, al Centro Neurolesi “Bonino Pulejo”, si è subito paventato se non creduto che si trattasse di Matteo Messina Denaro, tanto che si è scomodato il procuratore capo della città dello Stretto, Maurizio De Lucia, il quale ha subito predisposto i controlli. I Carabinieri sono irrotti nella stanza dove da un mese, dopo un ictus, è ricoverato per la riabilitazione l’uomo di Castelvetrano. Esito negativo. Non è lui. Tanto clamore, sì, ma non è lui.